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Una ragazza normale, una slave, una masochista. Nulla di strano.

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martedì, 18 marzo 2008

Istinto innato

Sono nata per stare sotto.
Mi ritengo immensamente fortunata ad avere trovato un compagno di vita così meraviglioso, che ora è il mio Padrone.
A volte penso che le persone che si amano davvero, quando si scelgono, siano in grado di vedere più a fondo di quanto non credano, nel cuore dell'altro. E si innamorano delle persone che sanno, nel profondo, essere davvero la propria anima gemella.
Parlo di Amore, chiaro.
Così io ho trovato Lui. In effetti, Lui ha trovato me, prima.
Poi, io ho capito il bdsm in me. Poi, lui ha trovato il bdsm in lui.
Non l'ho "convinto". Gli è sorto. Era già dentro di lui, così come era già dentro di me.
Io non lo sapevo, lui non lo sapeva.
Eppure siamo perfetti insieme, a ruoli complementari.
Ci siamo visti. Ci siamo riconosciuti, senza sapere.
Ne sono così felice. Mi sento completa.
postato da: subkat alle ore 15:02 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni

Dialogo

«Ma c'è una cosa che ancora non ho capito»
«Che cosa?»
«In tutto questo, chi è in effetti il tuo Padrone?»
«Bè, naturalmente è Lui il mio proprietario...»
«No no, intendo: chi è che ti domina? Chi ti sta sopra?... Mica tutti e tre spero, poverina!!»
«Ehm, veramente, è proprio così! E altro che poverina, ne sono davvero felice!!»
postato da: subkat alle ore 15:02 | link | commenti
categorie: vita
lunedì, 03 marzo 2008

Serve una mano?

Mi stendo a terra.
La sua presenza è densa e riempie l'aria intorno a me, anche se non posso vederla. Mi scivola accanto, e posa delicatamente un piede sulla mia schiena nuda. Piano, piano, affonda il tacco a spillo delle sue meravigliose decolletes di lacca nera nella mia carne rosa. Preme la punta, mi schiaccia, mentre il tacco mi incide.
Poi lo toglie. Fa ancora un passo accanto a me.
Ancora posa con alterigia, con immensa meravigliosa signorilità il suo delicato piede su di me. Mi annullo sotto di lei, ed è uno splendido annullarsi, che mi innalza fino alle più alte vette della gioia e del piacere. Mentre il suo tacco mi scava la carne, dolorosamente, gemo e mi contorco sul tappeto, le gambe divaricate, il sesso umido.
Mi cammina addosso a lungo, segnandomi e portandomi sulla soglia dell'orgasmo. Ansimo e mi struscio sul pavimento, cercando di affondarvi dentro, per essere ancora più piccola, più insignificante, più annullata sotto di lei.
Invece lei mi fa alzare, mi fa stendere sul divano, il sedere quasi giù dal cuscino. Mi ferma le gambe aperte, larghe, alte. Mi ordina di stare ferma.
Mi osserva a lungo, sorridendo, mentre indossa un sottile guanto di lattice e prende del lubrificante. La guardo armeggiare con quelle cose, non so cosa voglia farmi, ma resto ferma, aperta, ansimante, le palpebre pesanti, la bocca dischiusa.
Comincia a toccarmi piano, mi masturba dolcemente e mi penetra con un dito. Io gemo, mi contorco, sono così eccitata. Chiudo gli occhi e mi abbandono a lei, nelle sue mani, alla sua mano.
La sento penetrarmi, masturbarmi. Un dito, due dita, tre... Mi piace da pazzi, mi allargo di più e la lascio entrare. Poi capisco. Riapro gli occhi. Il cuore mi pulsa nel petto e nel sesso.
Lei mi fissa negli occhi e comincia a far entrare tutta la mano.
Mi sento aprire, aprire in due.
Non è doloroso. Ma è forte.
La sua mano è affusolata e sottile, e mi entra quasi completamente. La fermo io, quando mi chiede se voglio proseguire, perchè mi sento aprire e ho paura. Paura di cosa? Non lo so bene nemmeno io... Non è nemmeno paura, è una sensazione di essere un tunnel, essere cava, venire esplorata come una caverna ombrosa e umida che cede al passaggio dell'esploratore che ne viola il segreto...
E' una sensazione primordiale che non sono ancora pronta ad affrontare.
Lei esce da me. Lui sorride, mi fa ciao-ciao con la sua enorme mano virile, gli occhi gli brillano. Io deglutisco, sorridendogli a mia volta. Sorridiamo tutti, mentre torniamo.
Nei giorni successivi, continua a chiedermi se mi serve una mano, sghignazzando.
postato da: subkat alle ore 15:18 | link | commenti (2)
categorie: vita
giovedì, 24 gennaio 2008

Ritorno

Quando i sogni divengono realtà si viene rapiti.
Quando si immagina ci si perde nelle nebbie della mente, ma quando poi le cose accadono sul serio, allora le nebbie sono molto più fitte, ma più calde, e perdersi diventa molto più dolce.

Ho avuto da fare. Belle cose.
Rieccomi.
postato da: subkat alle ore 14:40 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni
martedì, 11 dicembre 2007

Fantasia prima dell'evento

Da ore ormai non capisco più niente. Ma saranno ore? O giorni? Non lo so più, ho perso anche la cognizione del tempo.

Sono bendata ormai da tempo immemorabile, mi sembra di avere dimenticato la luce del sole. Arranco a quattro zampe sotto lo stimolo del frustino o dei piedi dei miei Padroni, che mi urtano con mala grazia per farmi avanzare. Non ho una strada da seguire, non uno scopo, ma arranco ugualmente, per il loro piacere, per deliziarli e divertirli.

La Padrona è essa stessa una schiava, e anche io ho contribuito a farle male, ho aiutato il Padrone a farla soffrire, ma mai ho raggiunto il rango di Padrona io stessa. Sono sempre stata solo uno strumento. Lei invece è fiera e altera, quando domina brilla di luce propria, la volontà di dominio è forte e splende in lei come un piccolo sole abbagliante. Io non possiedo un sole, ma solo una piccola luna, un docile pianetino che obbedisce alla gravità dei pianeti più grandi, dei soli splendenti di cui solo riflette la luce.

Questo pianeta oggi è stato conquistato e spogliato di ogni proprietà, ridotto a crateri fumanti ed eletto a suolo da calpestare.

Oggi? O non è stato ieri? Quanto tempo è passato?

postato da: subkat alle ore 10:34 | link | commenti (5)
categorie: storie
venerdì, 23 novembre 2007

Fantasia

Seduta sulla mia poltrona in ufficio.
Ho voglia ho voglia ho voglia.
Mi sento la figa aperta, bagnata, vogliosa. La poltrona scompare sotto di me, immagino un cazzo enorme, duro, disincarnato, che mi apre, mi si infila dentro, fino in fondo, mi sbatte, mi entra e mi esce con forza, mi allarga la figa. Mi sento colare.
Sento mani che mi afferrano i polsi, mi costringono le braccia dietro la schiena, mi forzano e mi piegano, mentre il cazzo mi sbatte con più violenza, senza riguardi.
Altre mani mi palpano rudemente le tette, il culo, mi allargano le cosce, le chiappe, mi strizzano i capezzoli, mi tengono ferma; dita mi si infilano in bocca, mi forzano le labbra e si fanno succhiare.
Un altro cazzo mi si appoggia sulla faccia, si struscia, è umido, cola dalla punta un succo salato che ha retrogusto di urina, mi entra tutto in bocca e me la scopa, spingendo con forza fino a soffocarmi, altre mani mi afferrano per i capelli, tirandoli, per tenermi ferma la testa.
Ecco un altro cazzo, questo si apre la strada nel mio culo, premendo, lacerando, mi sfonda brutalmente.
Vengo scopata ovunque, forte, violentemente, mi sborrano dentro, riempiendomi; nessuno bada a me, sono solo un buco da scopare, un buco per sborrare; per ogni cazzo che sborra ed esce soddisfatto ne entra un altro, a ciclo continuo, sono qui per essere usata e mi usano, mi usano. Quelli che attendono il loro turno si masturbano con foga intorno a me, palpandomi, schiaffeggiandomi, pisciandomi addosso.
Non ho più percezioni sensate, lineari, sento solo i cazzi, le mani, la sborra; i volti non esistono, si accavallano solo sensazioni fisiche, il mio venire aperta in tutti i modi in cui posso venire aperta.
Squilla il telefono e torno sulla terra, nel mio ufficio, seduta immobile davanti al computer, gli occhi persi nel vuoto e la figa terribilmente bagnata, tanto da essermi inzuppata anche i jeans.
Un giorno sporcherò anche la sedia, lo so.
E questo pensiero non fa che farmi sentire più troia e farmi eccitare di più.
Appena posso, scappo in bagno a masturbarmi.
postato da: subkat alle ore 14:41 | link | commenti (2)
categorie: impressioni
giovedì, 25 ottobre 2007

Segni

Lei è bella; è alta, altera, fiera e dolce. Ha labbra carnose, seni piccoli e dolci che amo mettermi in bocca, e mani fredde e curate.
La freddezza delle Sue mani, difetto di circolazione, contrasta col calore del Suo essere, con la Sua passionalità estrema, col Suo sguardo bruciante.
Mi succhia i capezzoli con dolcezza. Poi morde. I Suoi denti affondano piano, mordicchiano, mi titilla con dolcezza. E poi con crudeltà i suoi denti bianchi si serrano.
Le Sue dita gelide mi percorrono la schiena. Coccole, pensavo solo coccole. Poi le Sue unghie perfette mi scavano la carne. La mia pelle si increspa al Suo tocco leggero, così freddo, e poi urla, quando Lei la incide.
Mi graffia, mi accarezza, mi graffia ancora, stringe la mia carne morbida tra le mani affodando le unghie. Il solco doloroso dei Suoi graffi duole in ritardo, brucia dopo il Suo passaggio, gridando dolore e desiderio. Mi stringe a Sé con violenza, premendo le unghie nella mia schiena, mi bisbiglia "Resisti, resisti", e la Sua voce è dolce e felice come quella di una bambina che gioca. Si diverte con me, animaletto torturato per il Suo piacere, e ne sono felice. Si compiace della mia resistenza.
Urlo, mi contorco e grido, le mani annaspano in cerca di un appiglio. Il mio sesso si bagna.
Lei sorride, sorride e incide. Mi guarda e i Suoi occhi brillano. Brividi mi scuotono, ansimo e fremo, in attesa impaziente del prossimo affondo, desiderando di più, di più. Più dolore. Più piacere. Gemiti mi sorgono dalla gola, dal ventre.
Disegna arabeschi sulla mia schiena, le Sue unghie scivolano leggere e imprevedibili, la sensazione fredda e leggera mi fa venire la pelle d'oca, la gioia della carezza mi riempie; e poi il Suo tocco si immerge dalla pelle alla carne come un delfino, fende con violenza il mare del mio essere, fino agli abissi della mia mente, e quando riemerge lo seguono i fiotti di desiderio che sgorgano dalle mie profondità, dal cervello e dal sesso.
Ora attendo con impazienza il giorno che farà sul serio con me.
E mi commuovo a osservare i segni rossi che mi ha lasciato addosso.
postato da: subkat alle ore 11:18 | link | commenti (2)
categorie: vita
martedì, 25 settembre 2007

\\^o^//

E' un bel periodo. Che dico, è un periodo magnifico! :-D Non resisto alla tentazione di inserire faccine contente, le metto anche quando scrivo a penna. Due punti trattino parentesi chiusa. X maiuscolo trattino D maiuscolo. Apice underscore apice. ^___^
Lo so è cretino. Dovrei cercare di mantenere un senso etereo, misterico, denso in questo blog. Entrare qui e sentirsi avvolgere nelle nebbie del desiderio più oscuro. Frasi rarefatte, brividi, candele accese. Poi invece il mio animo manga risalta fuori con la sua seconda faccia, quella scema; come City Hunter, un momento strafigo un momento imbecille.
Scodinzolo allegra e saltello intorno alle gambe del mio Padrone, gli occhioni adoranti, cretina e sottomessa come una cagnetta che si rincorre la coda. Che ci posso fare? Sono felice!
Mi sento appagata, contenta, tutti i miei desideri e le mie voglie sono state soddisfatte, o meglio stanno venendo soddisfatte. Il mio compagno di vita mi ha raggiunta nel luogo dove mi trovavo, mi ha compresa e si è unito a me, per sempre ora. Ora è mio marito e il mio Padrone, e sono così felice. Così felice. <:'''-)
postato da: subkat alle ore 10:01 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni
lunedì, 24 settembre 2007

Orgasmo

Inginocchiata sul divano. Aggrappata allo schienale. Divarico di più le gambe.
Il gatto a nove code, quello grosso, colpisce e colpisce sempre nello stesso punto, proprio al centro del mio culo, di traverso, sempre più forte.
Gemo e mi contorco, ma non è più dolore.
La figa mi si contrae in risonanza perfetta coi colpi.
Il mio Padrone mi guarda godere e ghigna. Aumenta la forza e la frequenza delle frustate.
Non l'ho voluto, non l'ho chiesto, specificamente. Volevo solo un po' di colpi. Solo giocare un po'. Ma ora che lo ricevo, mi rendo conto che è esattamente questo che volevo, che volevo da settimane, che voglio da sempre.
Scuoto la testa, mi contorco, ma non sono più lì. Mi sento ansimare, strillare, rantolare. Non so più cosa dico. Sento solo il suono della frusta che schiocca, che sbatte contro di me, sento solo la sensazione che non posso più chiamare dolore, che non so come chiamare. Godo.
Godo.
Ancora qualche colpo, in calando. Il mio Padrone smette, nella stanza rimane solo il mio ansimare caldo, veloce, profondo. Mi scuoto ancora, mi muovo avanti e indietro. Abbraccio il divano in cerca di un appiglio per tornare, ma in effetti non voglio tornare.
Poi lei, che ha guardato tutto, mi posa le mani gelide sul culo. Mi contraggo in un singulto, è bellissimo. Mi dice che ho il culo bollente. Lo so. Lo sento.
Il mio Padrone viene ad accarezzarmi la testa, con un sorriso immenso sul volto.
Le endorfine continuano a riempirmi, dandomi un'espressione beata e vacua. Non penso a nulla, sono persa in un posto meraviglioso. Lentamente, lentamente, ritorno.

Grazie Amore mio, mio Signore, mio Padrone, Vita mia.
Non lo avrei mai creduto possibile. Grazie per averlo reso reale, per essere qui con me, per essere tu.
Grazie.
Tua.
postato da: subkat alle ore 13:48 | link | commenti (2)
categorie: vita
lunedì, 27 agosto 2007

Light in Darkness

La penombra riverbera della luce arancione della candela accesa. Fruste e strumenti d'ogni tipo sono sparsi un po' dappertutto. Lui si siede davanti a me, sul divano, si accomoda, e senza fretta si accende una sigaretta. Poi mi guarda.
"Ecco. Adesso sei perfettamente immobilizzata. Le cavigliere fissate all'asse che ti tengono larghe le gambe al massimo, la corda che ti sega il sesso, le polsiere agganciate nella gogna. Sei in un equilibrio quanto mai precario, al minimo movimento inconsulto rischi di cadere e farti male. Sei completamente inerme ora, davanti a me. Come ti senti?"
"...Al mio posto."
Sorride.
Sorrido.
La vedo, la sento che mi permea: la luce nell'oscurità. Ed è così bella.
Grazie.
postato da: subkat alle ore 10:49 | link | commenti (1)
categorie: vita


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